Le otturazioni dentali, sono uno dei trattamenti più comuni nell'odontoiatria conservativa. Durante il processo di otturazione, il dentista rimuove la parte danneggiata del dente, solitamente causata dalla carie, e riempie la cavità con un materiale restaurativo.
Materiali impiegati nei restauri conservativi
Per la gran parte della storia dell’odontoiatria conservativa, fino alla fine del Novecento, i restauri venivano effettuati principalmente in amalgama. L’amalgama è una combinazione quasi in parti uguali di argento, rame, palladio, zinco e indio (57/46% ca) che si amalgamano e si uniscono attraverso un processo chimico – fisico con l’unico metallo liquido presente in natura, il mercurio (43/54% ca), formando così un composto morbido che indurisce dopo qualche minuto. La presenza di mercurio rende però l’amalgama potenzialmente tossica, soprattutto nelle fasi di lavorazione o rimozione. L’uso dell’amalgama ha dunque suscitato alcune preoccupazioni, sia ambientali, che per i pazienti, anche se la quantità di mercurio rilasciata dall’amalgama viene considerata sicura.
I materiali compositi sono ad oggi i più utilizzati in odontoiatria conservativa e sono costituiti da una miscela di resine sintetiche (15/30 %) e particelle di riempimento (70/85 %), generalmente quarzo vetro o ceramica. Questa combinazione conferisce al materiale una consistenza simile a quella del dente naturale e la capacità di adattarsi al colore dei denti circostanti, rendendo l’otturazione meno visibile. Le resine composite richiedono inoltre, ma non meno importante, una minore rimozione di tessuto dentale sano rispetto all'amalgama.
Le principali caratteristiche dei materiali compositi includono dunque:
- Estetica – i materiali compositi possono essere abbinati al colore dei denti naturali, favorendo un risultato visivamente piacevole e impercettibile
- Adesione – i materiali compositi hanno la capacità di aderire chimicamente ai tessuti dentali, favorendo un’ottima tenuta.
- Conservazione del tessuto dentale – i materiali compositi richiedono una minor rimozione di tessuto dentale sano durante il processo di preparazione della cavità, contribuendo a preservare così la struttura dentale residua.
- Resistenza meccanica – i materiali compositi moderni hanno una notevole resistenza meccanica, che consente loro di sopportare le normali forze masticatorie.
- Ridotta sensibilità al freddo e al caldo – i materiali compositi sono in grado di offrire un miglior isolamento termico rispetto ad altri materiali restaurativi, come ad esempio l’amalgama.
Come viene inserito il materiale composito nella cavità?
L'inserimento dei materiali compositi nella cavità dentale segue un processo dettagliato e richiede abilità e precisione. Ecco una panoramica dei passaggi generali coinvolti nell'inserimento dei materiali compositi nella cavità dentale:
- Isolamento del campo operatorio
- Preparazione della cavità
- Applicazione di agenti adesivi che aiutano a creare un legame chimico tra il dente ed il materiale composito
- Stratificazione del materiale composito
- Fotopolimerizzazione
- Rifinitura e lucidatura